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Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
- Lingotto (TO)
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ll “Tappeto
volante”, copertura trasparente dello Scrigno progettata da Renzo
Piano, è formata da 1746 lamelle di cristallo e garantisce una
illuminazione perfetta delle opere d’arte |
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Inaugurata nel settembre 2002
all’interno della Torre Nord dell’ex stabilimento Fiat del Lingotto,
la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli si sviluppa su sei livelli.
Il più alto è il cosiddetto Scrigno, un corpo di acciaio con una
superficie di 450 mq sollevato a 34 metri dalla famosa pista
collaudo sul tetto dello stabilimento, in cui sono racchiusi
venticinque capolavori, 23 dipinti e due statue, che
compongono la collezione permanente. I piani sottostanti ospitano
mostre temporanee e spazi di servizio e fruizione da parte dei
visitatori: libreria, centro didattico per l’arte, uffici,
biglietteria. Un struttura imponente progettata da un “mostro sacro”
dell’architettura mondiale, Renzo Piano, in cui tutti gli impianti
sono stati studiati e realizzati dal team di Fiatengineering. |
Il "Tappeto volante", illuminotecnica
d'arte
Sospeso sulla pista collaudo dell’ex stabilimento
del Lingotto a Torino, lo “Scrigno” della Pinacoteca Giovanni e Marella
Agnelli custodisce venticinque preziose opere d’arte, tra cui due statue
del Canova. Per questa straordinaria collezione l’architetto Renzo
Piano, che ha progettato la struttura, ha studiato un complesso sistema
per l’illuminazione: il “Tappeto volante”, una copertura trasparente
formata da 1746 lamelle di cristallo. Questa innovativa copertura
garantisce una l’illuminazione perfetta per i tesori d’arte e assicura
una corretta preservazione delle opere pittoriche. La luce infatti,
filtra attraverso il “parasole” formato dalle lamelle di cristallo e
cade in modo zenitale sulle opere.
Lamelle in alluminio
A completamento della copertura esterna è stato realizzato, sotto le
parti in cristallo, un complesso impianto a lamelle in alluminio con
un'area ciascuna di 2,85 cm², motorizzate e asservite a sensori esterni
e interni, che regolano la luminosità interna in base alle condizioni
esterne e mantengono i 250 lux naturali previsti dal progetto di Renzo
Piano. Le lamelle in alluminio, che coprono tutta la luce della lastra,
posizionate in modo da sovrapporsi leggermente l'una all'altra in
condizione di completa chiusura.
Ancora sotto le lamelle sono installati i neon, sistemati in direzione
opposta alle lamelle.
Infine un'ultimo strato in tessuto speciale filtra ulteriormente la luce
per dare uniformità all'illuminazione.
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I Sensori |
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L’impianto antintrusione e
videosorveglianza deve rispondere a criteri di sicurezza ed
estetici. Per lo Scrigno le immagini vengono inviate anche a
registratori a nastro per un determinato numero di ore |
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Il sistema, apparentemente semplice
nella sua funzionalità, ha richiesto un lungo periodo di studio ed è
piuttosto complesso: tramite dei sensori posti all’esterno e
all’interno della struttura, viene costantemente eseguita una
comparazione esterno/interno. La regolazione della luminosità nella
sala espositiva avviene durante il giorno esclusivamente tramite le
lamelle che si aprono e chiudono, in modo da avere sulla verticale
delle pareti dei quadri i 250 lux. |
Ore notturne
Nelle ore serali e notturne i valori di
illuminazione sono garantiti dall’intervento di neon speciali.
Il tradizionale neon, da solo offre una visione non ottimale del
quadro. Nel progetto dell’architetto Piano, dei consulenti interpellati
e del curatore dell’esposizione, quindi, il contributo dei neon deve
solo sopperire alla mancanza dei 250 lux fissati dagli esperti.
Lampade
All’interno della sala espositiva ci sono delle
lampade specifiche che assicurano un livello di illuminamento
complessivo, su ogni opera, di 400 lux., tra luci dedicate e
illuminazione naturale. Molti degli apparecchi illuminanti non sono
standard, ma sono costruiti appositamente o apparecchi di serie ma
modificati dal costruttore
Fonte "Elettro N°4 - Aprile 2003 - Tecniche nuove
editore"
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